La maledizione sul Cagliari

Cosa è successo al nostro Cagliari? Cosa sta succedendo al nostro Cagliari? Sembrerebbe proprio che da quando il nostro caro presidente Cellino ha deciso di lasciare lo stadio Sant’Elia le disgrazie si sono abbattute sulla Cagliari Calcio. Partiamo dall’anno scorso quando con un colpo di testa dei suoi, Cellino decise di emigrare a Trieste. Partite in casa giocate in trasferta e squadre in trasferta che giocarono in casa. Tifosi costretti a lunghi viaggi e tifosi costretti a rinunciare al loro abbonamento. Addirittura abbiamo subito la beffa di far festeggiare alla Juventus lo scudetto in “casa”. L’inizio di quest’anno non è stato certo meglio. Due punti in sei partite. Ritmo retrocessione. E il nuovo stadio tirato su al posto del Sant’Elia? Is Arenas a Quartu Sant’Elena. Ecco un altro santo di mezzo! Sant’Elena! Bè dando atto a Cellino di essere riuscito a realizzare uno stadio in pochi mesi c’è da dire che questo non è che stia portando tanta fortuna al Cagliari. 3 partite in casa e 1 misero punto. Con l’Atalanta porte chiuse e 2 rigori sbagliati. Roma partita persa a tavolino (sappiamo i motivi). Pescara pubblico di soli abbonati e gol preso su autorete con successiva espulsione di un giocatore del Cagliari. Certo che lo stadio di Quartu Sant’Elena per ora non sta portando fortuna alla nostra squadra. Lui che è così superstizioso e che ha fatto spargere il sale prima della partita non gli sarà di certo sfuggito questa strana mazzina che si è abbattuta sulla squadra. Dopo l’ultima partita ho anche temuto che il nostro presidente ordinasse di smontare nuovamente lo stadio! E se fosse un dispetto di Sant’Elia? In effetti anche lui può essersi impermalosito per l’improvviso abbandono! Della serie scherza coi fanti ma lascia stare i Santi! In fondo si sdramatizza per cercare di superare questo difficile momento….Forza Cagliari!!

20121002-000216.jpg

La lezione spagnola e la speranza italiana

La lezione che dobbiamo portare a casa dagli spagnoli non è solo quella sul piano sportivo. Ricordiamoci della nostra preoccupazione per il famoso biscotto durante il girone. Così non è stato e gli eventi hanno poi voluto che un biscotto più amaro vestito da cappotto gli spagnoli ce l’abbiano fatto ingoiare in finale. Ora gli italiani dovrebbero essere definitivamente consapevoli che un risultato, una vittoria, un obiettivo si raggiunge sul campo giocando bene, e non, come tante volte succede da noi, con partite truccate, truffe e furbate di vario tipo. La nazionale di Prandelli durante questi europei ha iniziato a percorrere questa nuova strada e per la prima volta sono stato orgoglioso di vedere la nostra nazionale giocare a calcio e proporre del bel gioco abbandonando il nostro classico catenaccio. La Spagna a questo ci è arrivata già da qualche anno e ieri abbiamo giustamente perso contro i maestri di questa mentalità. Spero che questa lezione ci possa servire non solo nel campo dello sport ma su settori ben più importanti per la nostra società. Dobbiamo ricordare che siamo una nazione ricca di talento, creatività e valori e dobbiamo capire che un risultato si ottiene solo con tanto impegno, bravura e determinazione, abbandonando definitivamente, quella tipica mentalità marcia di arrivarci con modi a dir poco leciti.

Un altro aspetto importante sul quale fare una riflessione è che per la prima volta nella storia della nazionale di calcio un giocatore di colore ci ha fatto gioire per i suoi goal. Vorrei che anche su questo tema definitivamnete la nostra nazione facesse un grande paso avanti abbandonando quel razzismo di bassa cultura e ricordandoci che Balotelli può essere anche il senegalese che viene sotto il nostro ombrellone o chi cerca fortuna nella nostra nazione. Pur se è giusto regolamentare la materia con leggi adeguate, l’immigrazione e l’apertuta verso una società multirazziale deve essere una grande occasione e non un peso per la nostra nazione. In ogni caso come già lo sport ci insegna dovremmo considerarci come dice il nostro inno cantato anche super Mario dei “Fratelli d’Italia”.

Infine onore a Prandelli per come ha fatto giocare la nazionale e per le sue parole, se il calcio è una metafora l’Italia per ripartire ha proprio bisogno di persone come lui.

Speriamo bene e dai ITALIA!!

;

Lo Stadio fantasma!

14 Aprile 2012: Come già scritto tempo fa e come sta risultando dalle indagini della magistratura, il presidente Cellino con la telenovela dello stadio ha spudoratamente preso per i fondelli i suoi tifosi. Sfruttare la passione incondizionata dei tantissimi tifosi per i suoi sporchi affari è qualcosa di ormai insopportabile. Ho ingoiato tanti bocconi amari in tutti questi anni di presidenza ma ora questa questione dello stadio proprio non la sopporto!!

Articolo del 27 Novembre 2011: Tramite il mio amico Antonio sono venuto a conoscenza di un articolo apparso sulla Nuova Sardegna che mi ha fatto riflettere sulle vicende del famoso stadio che la Cagliari Calcio vorrebbe costruire ad Elmas. Sinceramente, anche prima di questo articolo, avevo dei seri dubbi sull’operazione Karalis Arena. I dubbi nascono quasi ingenuamente pensando a quanto è assurdo comprare dei terreni per costruire uno stadio (non una palazzina!) in prossimità di un aeroporto con tutti i vincoli internazionali che sappiamo esserci per tali aree. Ora mi chiedo: e se davvero tutta questa montatura dello stadio è un grande affare immobiliare del nostro amato Presidente Cellino? Tutto si può dire su di lui meno che è uno sprovveduto! Grazie alla sua furbizia sta tenendo in serie A una squadra senza rimetterci un euro, anzi, monetizzando e arricchendosi come pochi hanno saputo fare in questo difficile ambiente. Ma sullo stadio ho anche io dei forti dubbi. Leggete l’articolo sottostante e sono certo di una cosa: lo stadio a Elmas non verrà mai costruito!! Verrà costruito da un’altra parte ma non ad Elmas e nel frattempo Cellino avrà ancora una volta fatto un grande affare. Felice di essere smentito!

LA NUOVA SARDEGNA – Cronache : Stadio a Elmas, affare per chi? 17.11.2011

CAGLIARI. C’è un lucroso affare immobiliare, con connivenze e omissioni, dietro il braccio di ferro tra il comune di Elmas e l’Enac per la Karalis Arena? E’ quanto intende accertare la Procura con l’inchiesta partita nei giorni scorsi. Il fascicolo aperto dopo le dichiarazioni alla Nuova Sardegna del preside di giurisprudenza Massimo Deiena, è attualmente contro ignoti e senza ipotesi di reato. Solo l’acquisizione degli atti al municipio di Elmas e negli uffici della Sogaer, con la ricostruzione anche storica dei vari passaggi di proprietà sui terreni di Santa Caterina, potrà dare impulso all’indagine assegnata al pm Emanuele Secci per orientarla su un canale preciso, che alla luce delle ipotesi investigative potrebbe essere quello dell’abuso d’ufficio. Per capire: Sogaer, la società pubblica che gestisce l’aeroporto, decide e progetta di allargare lo scalo costruendo un piazzale su metà dei 130 ettari dell’area di Tanca Spada. L’Enac approva e viene firmato un preliminare d’acquisto coi proprietari, ma l’atto non va alla registrazione e scade: d’altronde chi potrebbe inserirsi nell’acquisto di un’area di nessun interesse immobiliare? Pochi giorni dopo, per una singolare coincidenza di tempi la Sgs – vale a dire la società che fa capo a Massimo Cellino – compra i terreni dai proprietari. Senza tener conto di una realtà: il progetto di ampliamento dell’aeroporto approvato da Sogaer nel 2006 prevedeva e prevede l’espansione proprio su quelle superfici. Bastava parlare con l’Enac, ma la Sgs non lo fa: compra in fretta e prepara altrettanto in fretta il progetto per lo stadio. Nulla l’opzione d’acquisto perchè manca la registrazione dell’atto, a Sogaer non resta che puntare all’esproprio dell’area di Tanca Spada «per pubblica utilità» in base al vincolo imposto all’approvazione del piano di ampliamento. Qui sarebbe l’affare: l’acquisizione si realizza ai valori di mercato, ma alla data del decreto di esproprio. Quindi se appena pochi mesi prima Sogaer, coi fondi Enac, avrebbe acquistato per una cifra irrisoria la settantina di ettari alle spalle del parcheggio multipiano, ora dovrà pagare molto di più perchè nel frattempo i terreni sono diventati d’oro grazie al progetto-stadio e aumenta anche il valore delle case d’abitazione costruibili negli ettari che restano. La Procura cercherà di stabilire se quest’operazione sia stata suggerita da qualcuno e se nasconda altri interessi, oltre quelli strettamente imprenditoriali. Perchè una cosa è certa ed è quanto Deiana ha detto e ripetuto, facendo eco alle dichiarazioni pubbliche del presidente Enac Vito Riggio: a quella distanza dalle piste dell’aeroporto, nessuno costruirà mai uno stadio. La grancassa aperta attorno al progetto della Karalis Arena non sarebbe altro che un’attività di comunicazione, a meno che Cellino e l’amministrazione di Elmas non siano davvero convinti di poter superare lo scoglio delle norme internazionali che difendono la sicurezza degli aeroporti.

Sir Zola – Sardinia Pride

In queste righe voglio ricordare la bellissima giornata vissuta a Roma il 1 Novembre 2004 quando Zola venne nominato membro dell’Impero Britannico dalla regina Elisabetta.

Articolo del 3 novembre 2004

“Quando lo vedi in campo, capisci come si possa essere campioni integri a 38 anni. Quando lo vedi fuori dal campo, capisci perché anche gli inglesi si sono innamorati di uno così: riservato, sorridente, disponibile. Quelli come Gianfranco Zola in Inghilterra la Regina li fa Membri d’Onore dell’Impero britannico.

Approfittando della trasferta romana e dimenticate le cinque pappine rifilate dalla Roma al Cagliari abbiamo deciso di presentarci all’appuntamento con Zola. E’ lunedì mattina 1° Novembre 2004. Dopo un abbondante colazione al Pinewood Hotel, abbiamo iniziato le ricerche dell’ambasciata britannica. Con noi lo striscione con su scritto “SIR ZOLA SARDINIA PRIDE” (Sir Zola – Orgoglio di Sardegna). I display della temperatura indicavano 26° C. Dopo esserci inutilmente recati in via XX Settembre sede del consolato Britannico, sono le ore 13.00 quando finalmente troviamo la villa Wolkovsky residenza del diplomatico Ivor Roberts. Si trova nei pressi della fermata “Manzoni” del metrò linea A a due passi dalla chiesa di San Giovanni Laterano. I carabinieri vigilano sulla sicurezza dell’abitazione per paura di attentati terroristici. Loro non sanno nulla di questa cerimonia. Siamo noi ad informarli che alle 18.00 arriverà Gianfranco Zola. Il nome è una garanzia. “Davvero??” chiede uno di loro “mi farò fare un autografo per mio figlio!!”. Gentilmente ci chiedono di non stazionare nei pressi della villa e ci allontaniamo.
A cento metri dalla bellissima chiesa di San Giovanni avvistiamo un bar con l’insegna “il Nuraghe” e con delle bandiere rossoblù sventolanti i 4 mori. I proprietari sono di Orroli (il paese del Nuraghe arrubiu). Sono ormai lì da 30 anni, in Sardegna ci vanno solo d’estate e i figli tifano per la Roma. Il proprietario ci parla dei problemi dei parcheggi di Roma (ma nessuno di noi lo ascoltava!!). Mangiamo un menù da 5 euro (compreso il dolcetto sardo) e per ringraziarci della “chiacchierata” ci offre il mirto.
Spezziamo l’attesa andando a visitare il Colosseo, la via dei fori Imperiali e l’Altare della Patria. Sono le 17.00, in Piazza Venezia ci accorgiamo che non c’è la fermata del metrò, accidenti rischiamo di non farci trovare all’appuntamento con il sardo di Oliena (come direbbe Bruno Corda).
Saliamo sul primo pullman e alle 17.30 siamo all’ambasciata. Appena srotoliamo lo striscione i giornalisti ci prendono d’assalto. Foto da tutte le parti, interviste e dichiarazioni. Siamo tutti emozionati. Il giornalista della Rai chiede cosa rappresenta per noi Zola. La risposta è semplice e immediata: “lui è l’orgoglio della Sardegna come recita il nostro striscione”. Marcello Cocco dell’Unione Sarda ci dedica un articolo sui “Quattro Tifosi di Zola arrivati da Dolianova” con tanto di fotografia. Un ragazzo dal fare simpatico con in mano un microfono e un registratore mp3 ci intervista per conto di radio Capital. Il giornalista Fabio Splendore del “Corriere dello Sport” chiede da dove veniamo e alla risposta Dolianova esclama: “accidenti dove c’è il vino buono”.

Ma la vera emozione l’abbiamo quando alle 19:20 i fari della automobile di Zola si avvicinano al cancello della villa. La cerimonia è finita ed ora Zola si concede ai tifosi. Scende dalla macchina e si avvicina al nostro striscione. L’emozione è forte. Stretta di mano con bacio e congratulazioni al nuovo Sir dell’impero britannico. Ci chiede scusa per la figuraccia di Roma-Cagliari. Facciamo alcune foto. Questa volta i giornalisti non ci sono più, i flash che illuminano il cielo di Roma sono i nostri. Ci lasciamo con la promessa di una maglia alla prossima partita.

La nostra trasferta romana è così ripagata dall’essere stati i primi a complimentarsi con il nuovo “member of British empire”. Per noi sardi è motivo d’orgoglio perché un nostro conterraneo è apprezzato non solo per le sue giocate. Infatti con questo riconoscimento gli inglesi hanno voluto premiare il campione e soprattutto la qualità dell’uomo. Questo piccolo grande uomo e il “suo” fare calcio proietta in tutto il mondo un messaggio di una Sardegna leale, sincera, onesta, riservata e orgogliosa. E noi siamo orgogliosi di essere conterranei di Gianfranco Zola! Complimenti Sir!” –

Pagina dell’Unione Sarda del 2 Novembre 2004

Parte dell’articolo del Corriere dello Sport del 2 Novembre 2004

Ibbbbbbbarbooooooooooo

Adoro i giocatori che fanno della corsa e dell’agilità la loro migliore arma. Mi fanno divertire. Mi diverte vedere un giocatore che in velocià supera gli avversari come fossero birilli, se poi il giocatore è dotato anche di una discreta tecnica allora i fuochi d’artificio sono assicurati. Così era per Suazo qualche anno fa quando seminava avversari con la sua agile corsa. Così è Ibarbo! Lui è il nuovo Suazo e con lui sono certo che i tifosi del Cagliari si divertiranno ancora. Il gol che ha fatto oggi contro il Catania è fantastico. Bellissimo. Che questo giocatore fosse forte me ne accorsi già questo Agosto quando in una amichevole precampionato lo vidi per la prima volta e rimasi impressionato per la sua tecnica e soprattutto per la sua velocità. Il precedente allenatore MaldiDenti lo ha utilizzato con il contagocce e soprattutto solo nei finali di partita, quando la squadra avversaria non concede più spazi. Il giocatore invece ha bisogno di fare esperienza per capire anche come tatticamente deve gestire le partite e soprattutto ha bisogno di giocare quando la squadra avversaria attacca con tanti uomini. In certe situazioni è vero che è ancora “grezzo” e ingenuo . Ma sia contro l’Inter che contro il Bologna si è visto che questo giocatore ha grandi numeri e soprattutto riesce a mettere in agitazione qualsiasi difesa. Godiamoci allora questo nuovo Suazino e speriamo ancora di continuare ad urlare come oggi Ibbbbbaaaaarrbbbboooooooooooooo

MalDiDenti!!

Sinceramente quest’anno il Cagliari non mi è piaciuto nemmeno nelle prime giornate quando eravamo ai vertici della classifica. In quel periodo un pò tutte le squadre giocavano male e il piccolo Cagliari con qualche vittoriella senza grandi meriti (vedi Roma) e con qualche pareggio si è trovato ai primi posti arrivando addirittura a parlare di zona champions. Ma si era da subito capito che questo Cagliari aveva le polveri bagnate! Il calcio è uno sport strano!! Tante sono le persone appassionate che lo seguono ma certe partite a volte fanno proprio pena. A volte ci sarebbero gli estremi per chiedere il rimborso del biglietto dello stadio o dell’ abbonamento televisivo. E’ proprio il caso delle utime partite del cagliari. Scialbi zero a zero, sconfitte e nessun tiro in porta . E’ come se in una partita di basket i giocatori si passassero in continuazione la palla senza mai tirarare a canestro o in una gara dei 400 metri gli atleti passeggiassero tenendosi per mano e arrivando tutti insieme al traguardo! Che sport sarebbe?! Il calcio, dove la finalizzazione dell’azione è un qualcosa di comunque complesso, viene purtroppo ulteriormente complicato da una certa tipologia di allenatori. Sono quelli che preferiscono difendere piuttosto che attaccare. Odio gli allenatori troppo tattici che impostano le partite solo sulla parte difensiva, odio chi rinuncia allo spettacolo per racimolare un misero punto con una tattica esasperata. Mi piace vedere partite dove ci sono mille capovolgimenti di fronte, tanti tiri in porta e tanti gol. Preferisco perdere 3-2 piuttosto che vedere uno scialbo 0-0. Sono certo che in una successiva partita con questo atteggiamento magari si riesce a vincere 4-3. Basta con questo calcio, non mi diverte più! Bisoli l’anno scorso e ora il nuovo mister Ficcadenti hanno rovinato questo Cagliari. Per me un grande allenatore è stato Ballardini. Con lui mi divertivo. Con Ficcadenti è solo un gran mal di denti! Cacciatelo!

INTERrata

Novara-Inter 3-1. Ormai l’Inter è una squadra morta! INTERrata! Sicuramente è morta il giorno che è andato via Mourinho. I successivi allenatori sono vittime di una sopravalutazione che aveva avuto l’Inter nell’era del tecnico portoghese. E’ indubbio che tale tecnico è il grande artefice dei successi che l’Inter ha avuto nella sua gestione riusciendo a cogliere il massimo da questa squadra solo grazie ad una tattica cinica (vedi la semifinale in champions contro il Barcellona) e grazie ad una forza fisica incredibile dei suoi giocatori. Ora è finalmente tornata la squadra “che abbiamo sempre conosciuto: “non vincete mai, non vincete mai!”

Per poco ma in vetta!!

E se anche staremo là per poco, godiamoci questo Cagliari primo in classifica. E’ chiaro a tutti che quella non è la zona Cagliari e nessuno si illude di niente. Ma vedere il Milan,  l’Inter e la Roma con 1 punto e il Cagliari con 6, primo in classifica, fa comunque piacere. Godiamoci solo per 3 giorni questa visuale dall’alto e nel calcio stramilionario di questo periodo è bello vedere delle piccole come Cagliari e Udinese stare su in vetta! Ora Mercoledì ci sarà il deby delle isole. A Palermo il Cagliari non ha una buona tradizione, ma non ce l’aveva neppure a Roma, quindi, incrociamo le dita e come sempre Forza Cagliari!