Seui: Su Prugadoriu – La risposta sarda alla festa di Halloween

(dal sito http://www.sardegna.blogosfere.it di Donatella Cambosu)

C’erano una volta le ricorrenza dei Santi e dei Morti, celebrate in ogni paese d’Italia e d’Europa con particolari riti, cibi, usanze. Ma un giorno arrivò Halloween, la notte delle Streghe, con le sue zucche, i folletti, le maschere da fantasma e uno spaventoso merchandising. In effetti, marketing e merchandising sono le uniche cose che rendono Halloween più intrigante degli altri tradizionali e popolari culti dei morti.

Non per i bambini sardi, però. Forse i piccoli cittadini residenti in città saranno più indirizzati a organizzare festicciole a base di zucche e dolcetti a forma di strega, ma nella maggior parte dei piccoli paesi della Sardegna la tradizione del “peti-cocone” (detto anche “su mortu mortu”) non teme il confronto con le invasioni culturali d’oltrefrontiera.

Peti-cocone, letteralmente chiedi-pane, è molto simile all’usanza del trick or treat che accompagna Halloween: piccoli gruppi di bambini in età preadolescenziale, generalmente vicini di casa, se ne vanno in giro (da soli!) con grandi sacchetti e cestini a suonare campanelli e intimare al grido di “peti-cocone!!!” l’obolo generoso dell’adulto di turno. Le case si fanno tutte, sistematicamente tutti i campanelli vengono suonati, nessuno sfugge alle piccole pesti, pronte a tutto pur di farsi dare qualcosa e spesso incapaci di indietreggiare di fronte a offerte troppo misere. Nelle case è necessario farsi trovare pronti, essersi riforniti per bene, o si verrà per sempre marchiati come tirchi.

Le origini di questa tradizione sono piuttosto remote e si ricollegano al culto dei morti: i bambini, anime pure, chiedono un’offerta per le anime dei defunti.

Oggigiorno, l’obolo è spesso costituito da caramelle e cioccolatini,  i sacchi si riempivano di melograni, castagne, noci, papassini, torroni, monete d’oro al cioccolato, mele, arance, mandarini, mandorle.  Gli usci delle case si aprivano e si veniva accolti da un tepore di caminetti accesi e un conturbante odore di mele cotogne, le signore facevano la conta dei bambini e facevano finta di non sapere chi fossero e cosa volessero, e cosa loro potessero dargli, era tutto un rituale ben collaudato che si concludeva in un trionfo di frutta, dolci e strilli di esultanza. A fine pomeriggio, si confrontava il bottino anche con gli altri gruppi di bambini, chi aveva “fatto” di più e chi meno, chi aveva il melograno più rosso, i papassini più buoni, si scambiavano cose e si stilava in leggerezza la classifica dei paesani più ricchi e dei più poveri, degli avari e dei generosi, dei belli e dei brutti, dei simpatici e degli antipatici. Una sorta di censimento emozionale.

Vuoi mettere con Halloween?

Peti-cocone, resiste in Sardegna contro ogni tentativo di deragliamento culturale ed è come una bandiera, issata contro la fagocitante mercificazione che svilisce ogni rito, usanza, tradizione, festa, emozione, momento di vita.

L’Halloween di Seui: SU PRUGADORIU

Antichissima festività che si richiama al culto delle anime, essa trova nel rito della questua alimentare l’usanza più significativa. Come ogni anno, Su Prugadoriu, costituisce un’importante occasione per presentare ai visitatori il meglio della cultura tradizionale seuese che verrà riproposta nelle sue diverse espressioni. Negli antichi “mangasinus” , che per l’occasione verranno aperti al pubblico, sarà possibile apprezzare il meglio della cucina seuese e dell’artigianato locale.

La festività sarà contornata da una serie di spettacoli e di intrattenimenti che vedranno impegnati in primo luogo il coro polifonico Ardasai e la banda musicale G. Rossini di Seui, nonché i suonatori di organetto e di launeddas che si esibiranno lungo l’intero percorso del centro storico. In sintonia col tema della ricorrenza, il teatro il Crogiuolo di Cagliari, presenterà la rappresentazione dal titolo “A duru duru”, scritto per l’occasione da Rita Atzeri.

Tra le manifestazioni culturali, ampio spazio verrà dedicato al convegno sulla “Miniera e minatori” , alle mostre fotografiche, alla presentazione di alcune novità editoriali e alla proiezione del film “I morti di Alos” del regista sardo Daniele Atzeni.

Su Prugadoriu, rappresenta inoltre un importante appuntamento per coloro che vorranno apprezzare is “Artes Antigas”, ovvero l’arte degli antichi mestieri, che verrà riproposta in loco offrendo ai presenti l’opportunità di cogliere le antiche tecniche di lavorazione artigianale, in collaborazione con l’Associazione di Promozione sociale AGUGLIASTRA.

Diversi spettacoli musicali allieteranno i due giorni di festa e sarà possibile percorrere le vie del paese bordo di un simpatico trenino. Non mancheranno ovviamente i nostri prodotti tipici tra cui culurgionis, civargeddus, civargiu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...