TrenIpsia: storia di un viaggio nella scuola dalle mille contraddizioni

TrenIpsia al capolinea: premiati dall’ENEL, ultimi per la SCUOLA!

DIMMI e DIMENTICHERO’, MOSTRAMI e forse RICORDERO’. COINVOLGIMI e CAPIRO’.

In 10 anni di Istituto Professionale ho fatto mia questa filosofia e ho sempre cercato, insieme ad alcuni miei colleghi, di proporla come intervento didattico. I risultati sono stati a volte deludenti, a volte soddisfacenti. Di sicuro però, in tutti questi anni, non sono mai stato giudicato incapace o meritevole da alcun dirigente scolastico. Il fare o il non fare non hanno mai in alcun modo contribuito al mio punteggio e alla mia carriera. Non c’è mai stato in questi anni un preside o un suo collaboratore che possa avermi richiamato sul mio operato. L’importante è stato semplicemente esserci!

Per chi non lo sa, nella scuola, sia che tu lavori, sia che non faccia nulla non fa alcuna differenza. Tutti gli insegnanti prendono uno stipendio indipendentemente da quello che fanno. Anche per chi è di ruolo, le graduatorie sono basate solo sugli anni di servizio, sul numero di figli a carico o sull’avere qualche stretto parente che sta male in modo da poter usufruire della legge 104. Per chi è giovane, ha voglia di lavorare, non ha figli e ha fortunatamente i genitori sani, nella scuola di oggi, c’è l’ultimo posto della classifica! Io sono dentro questo vortice. Colpevole di codesti crimini!

Non importa se quando entri in classe hai trascorso la sera prima a prepararti la lezione multimediale e hai fatto una bella presentazione con power point da caricare nel sito della classe. Non importa se hai trascorso la sera a correggere i compiti dei ragazzi per dare loro un voto il più chiaro possibile adottando dei criteri oggettivi. Non importa se nelle attività di laboratorio hai coinvolto i ragazzi nella creazione di un plastico per capire meglio certi concetti teorici. Ma no, questo non importa a nessuno! Qualche collega, ridendoti in faccia ti dice pure: ma tu sei scemo! Ma chi te lo fa fare?!!! L’importante è che tu sia in classe e che i ragazzi stiano buoni! Se poi, una volta in classe, leggi la Gazzetta dello Sport, l’Unione Sarda on-line o lasci i ragazzi a giocare a tris questo non importa a nessuno! In ogni caso il docente avrà comunque il suo bel punteggio. E poi perchè stressarsi a preparare le lezioni, a valutare e a pretendere dai ragazzi l’impegno nello studio e nelle attività in classe? Vale in questo caso una filosofia più terra terra: “Ragazzi se non fate troppo casino alla fine dell’anno ci sarà la sufficienza per tutti”. Non c’è da scandalizzarsi, è così. La mia esperienza mi dice che tanti insegnanti soprattutto negli istituti professionali adottano questa raffinata metodologia didattica! La Fornero parla di licenziamenti anche nel settore della scuola. Caro Ministro ben vengano! Ma su quali graduatorie vorrà fare questi licenziamenti? Su chi legge meglio la Gazzetta dello Sport o su chi ha il più basso punteggio perchè non ha un genitore malato? E’ su questi punti, cara Fornero, che il suo governo deve avere coraggio! Sparare sul mucchio è troppo facile. Dovrebbe licenziare quelli che non muovono un dito, quelli che insegnano male e quelli che usano la scuola come loro ufficio! Tranquilla, ce ne sono tanti! Sa quanti punti di PIL guadagnerebbe lo stato se cacciasse via tutte queste persone?! Bisogna davvero intervenire in maniera seria sulla carriera degli insegnanti. Solo così si potrà ridare dignità ad una categoria sempre più calpestata e lasciare finalmente in pace quelli che, pur con tante difficoltà, mettono energia e professionalità in un mestiere, si difficile, ma che amano fare .

Spero che la scuola possa davvero cambiare e spero che l’esperienza di questi 10 anni alle professionali rappresenti una speranza per me e per il futro di molti ragazzi. Spero anche che per aver il giusto riconoscimento di un lavoro fatto in classe non si aspetti un concorso dell’ENEL per sapere che il tuo lavoro così schifo non faceva. Invece, per me e per il mio collega, come “premio” dalla scuola per il lavoro svolto, abbiamo, già dall’anno scorso, ottenuto la perdità della titolarità in quell’istituto. Questo vuol dire che per noi in quella scuola non c’è più posto. Cosa succede? Se sei fortunato bisogna riniziare in un’altra scuola come mi è capitato quest’anno, altrimenti entri in un vortice pericoloso dalle mille insidie

Il viaggio di TrenIpsia è così arrivato al suo capolinea e potrà come successo ai trenini delle storiche miniere, morire solo e abbandonato colpito dalla ruggine in qualche angolo angusto della scuola dove è nato. A me e ai miei colleghi, come già successo, non resterà che riniziare in un’altra scuola….. Fornero permettendo!

Unione Sarda – 16 Giugno 2012


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La Nuova Sardegna – 16 Giugno 2012


Servizio video sul Tg3 Regionale del 15 Giugno 2012 (minuto 11:13)

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