Politica 2.0 – caricamento in corso

Seguo Beppe Grillo sin da quando era un “normale” comico. Ho trovato i suoi monologhi sempre divertenti, brillanti e soprattutto interessanti e ricchi di contenuti. Ma proprio l’importanza dei temi affrontati ha fatto si che i suoi discorsi si siano trasformati da sketch a veri e propri comizi “politicomici” fondando insieme ai suoi seguaci il Movimento 5 Stelle.

La rivoluzione del web sta progressivamente creando una nuova società, dando enorme forza a tutte le spinte di partecipazione dal basso. Gli unici che seguono queste spinte e che usano i blog, forum e social network come vero strumento di democrazia sono proprio loro, i seguaci di Grillo che da tempo hanno capito l’importanza dei nuovi canali di comunicazione e delle potenzialità di questi. Via allora la Politica 1.0 e spazio alla nuova e più moderna Politica 2.0. La versione 1 è obsoleta, non “gira” più in questa nuova società: Berlusconi, Alfano, Bersani, D’Alema, Casini, Bossi, Fini, Di Pietro sono ormai solo dei virus che prima o poi verranno annientati dal nuovo sistema così come i partiti che loro rappresentano. La politica tradizionale ormai è fallita, lo dimostrano i fatti di quest’ultimo periodo: partiti finanziati da soldi pubblici trasformati in vere e proprie società per azioni (vedi lo scandalo ad esempio della “Lega ladrona”).

Ormai l’unico movimento che ancora mi avvicina alla POLITICA è il movimento 5 stelle ispirato appunto al pensiero del comico genovese. Populismo? Può essere, ma in questo momento sento che c’è bisogno di populismo! I toni a volte sono troppo crudi e volgari e non tutto è da me condiviso ma la sostanza dei discorsi portati avanti dal movimento sono gli unici discorsi ai quali attualmente do importanza. Solo loro parlano seriamente e con competenza di energie alternative, trasporti, riqualificazione urbana, economia e soprattutto sono dalla parte dei “poteri deboli”. Se li sosterremmo sarà la volta buona che in parlamento arriveranno anche cittadini normali e non solo pregiudicati! Meglio Grillo che male accompagnati!

Ecco un breve abbecedario del ‘Movimento-pensiero’.
Ambiente. E’ la stella polare del Movimento. Acqua pubblica, energia pulita, rifiuti zero, mobilità sostenibile, lotta alla cementificazione sono i temi centrali. Un tempo li avrebbero classificati ‘Verdi’. Oggi sono qualcosa di diverso.

Bene comune. La cifra ideale (per qualcuno ideologica) del grillismo. Per l’idea di comunità, un tempo, li avrebbero classificati ‘di sinistra’. Ecco perché il Pd è il nemico numero uno.

Carriera. Il grillismo è figlio (anche) della decadenza della casta. Nel Movimento – dicono – non si fa carriera. Due mandati e poi a casa.

Denaro. I soldi sono una specie di ossessione. Non all’accumulo, ma al risparmio. Popolare in tempi di crisi.

Europa. Dei banchieri e non dei Popoli. I politici sono ‘marionette delle banche’, in Italia la responsabilità è del trio ‘Prodi-Draghi-Monti’. Un tempo sarebbero stati di destra.

Finanziamento pubblico. Da sopprimere senza se e senza ma. Per i partiti e per la stampa. All’informazione basta la Rete.

Giornalisti. Mai fidarsi. La stampa è sempre contro, l’informazione sempre inquinata e dominata dai gruppi editoriali. All’informazione basta la Rete, i giornali sono roba vecchia.

Leader. ‘Il cancro della democrazia’.

Monti. Nell’agosto 2011 Grillo vedeva di buon occhio un governo tecnico. Oggi il professore è ‘Rigor Montis’, consulente di Goldman Sachs messo da Napolitano al governo “in combutta” con le banche europee. E tanto basta.

Nemici. Tutti e nessuno: “Non ce l’abbiamo con qualcuno in particolare – dice Davide Bono, capogruppo M5S in Piemonte – sono anche loro, a loro insaputa, vittime del sistema.

Organizzazione. Nessuna sede, niente sezioni. L’agorà del Movimento è la Rete. Ognuno può dire la sua. E nei limiti del possibile viene ascoltato.

Partiti. Vedi alla voce leader. Devono essere annientati e restituire ai cittadini i miliardi di euro drenati grazie alle leggi sui rimborsi elettorali.

Rimborsi elettorali. Il Movimento rifiuta i rimborsi elettorali, considerati ‘refurtiva’. I consiglieri regionali e comunali eletti trattengono per sé una quota di stipendio (2.500 euro al mese in Piemonte), il resto confluisce in un conto corrente separato.

Sinistra. In Piemonte nel 2010 Mercedes Bresso perse le elezioni per poco più di 9 mila voti, un decimo dei voti del M5S. Idem in Molise un anno dopo. In entrambi i casi si disse che Grillo aveva regalato le regioni alla destra. Fumo negli occhi per il Movimento.

Vaffanculo. Catartico e per tutti. “Un consiglio turistico – dice Grillo – non un insulto”

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