Lo Stadio fantasma!

14 Aprile 2012: Come già scritto tempo fa e come sta risultando dalle indagini della magistratura, il presidente Cellino con la telenovela dello stadio ha spudoratamente preso per i fondelli i suoi tifosi. Sfruttare la passione incondizionata dei tantissimi tifosi per i suoi sporchi affari è qualcosa di ormai insopportabile. Ho ingoiato tanti bocconi amari in tutti questi anni di presidenza ma ora questa questione dello stadio proprio non la sopporto!!

Articolo del 27 Novembre 2011: Tramite il mio amico Antonio sono venuto a conoscenza di un articolo apparso sulla Nuova Sardegna che mi ha fatto riflettere sulle vicende del famoso stadio che la Cagliari Calcio vorrebbe costruire ad Elmas. Sinceramente, anche prima di questo articolo, avevo dei seri dubbi sull’operazione Karalis Arena. I dubbi nascono quasi ingenuamente pensando a quanto è assurdo comprare dei terreni per costruire uno stadio (non una palazzina!) in prossimità di un aeroporto con tutti i vincoli internazionali che sappiamo esserci per tali aree. Ora mi chiedo: e se davvero tutta questa montatura dello stadio è un grande affare immobiliare del nostro amato Presidente Cellino? Tutto si può dire su di lui meno che è uno sprovveduto! Grazie alla sua furbizia sta tenendo in serie A una squadra senza rimetterci un euro, anzi, monetizzando e arricchendosi come pochi hanno saputo fare in questo difficile ambiente. Ma sullo stadio ho anche io dei forti dubbi. Leggete l’articolo sottostante e sono certo di una cosa: lo stadio a Elmas non verrà mai costruito!! Verrà costruito da un’altra parte ma non ad Elmas e nel frattempo Cellino avrà ancora una volta fatto un grande affare. Felice di essere smentito!

LA NUOVA SARDEGNA – Cronache : Stadio a Elmas, affare per chi? 17.11.2011

CAGLIARI. C’è un lucroso affare immobiliare, con connivenze e omissioni, dietro il braccio di ferro tra il comune di Elmas e l’Enac per la Karalis Arena? E’ quanto intende accertare la Procura con l’inchiesta partita nei giorni scorsi. Il fascicolo aperto dopo le dichiarazioni alla Nuova Sardegna del preside di giurisprudenza Massimo Deiena, è attualmente contro ignoti e senza ipotesi di reato. Solo l’acquisizione degli atti al municipio di Elmas e negli uffici della Sogaer, con la ricostruzione anche storica dei vari passaggi di proprietà sui terreni di Santa Caterina, potrà dare impulso all’indagine assegnata al pm Emanuele Secci per orientarla su un canale preciso, che alla luce delle ipotesi investigative potrebbe essere quello dell’abuso d’ufficio. Per capire: Sogaer, la società pubblica che gestisce l’aeroporto, decide e progetta di allargare lo scalo costruendo un piazzale su metà dei 130 ettari dell’area di Tanca Spada. L’Enac approva e viene firmato un preliminare d’acquisto coi proprietari, ma l’atto non va alla registrazione e scade: d’altronde chi potrebbe inserirsi nell’acquisto di un’area di nessun interesse immobiliare? Pochi giorni dopo, per una singolare coincidenza di tempi la Sgs – vale a dire la società che fa capo a Massimo Cellino – compra i terreni dai proprietari. Senza tener conto di una realtà: il progetto di ampliamento dell’aeroporto approvato da Sogaer nel 2006 prevedeva e prevede l’espansione proprio su quelle superfici. Bastava parlare con l’Enac, ma la Sgs non lo fa: compra in fretta e prepara altrettanto in fretta il progetto per lo stadio. Nulla l’opzione d’acquisto perchè manca la registrazione dell’atto, a Sogaer non resta che puntare all’esproprio dell’area di Tanca Spada «per pubblica utilità» in base al vincolo imposto all’approvazione del piano di ampliamento. Qui sarebbe l’affare: l’acquisizione si realizza ai valori di mercato, ma alla data del decreto di esproprio. Quindi se appena pochi mesi prima Sogaer, coi fondi Enac, avrebbe acquistato per una cifra irrisoria la settantina di ettari alle spalle del parcheggio multipiano, ora dovrà pagare molto di più perchè nel frattempo i terreni sono diventati d’oro grazie al progetto-stadio e aumenta anche il valore delle case d’abitazione costruibili negli ettari che restano. La Procura cercherà di stabilire se quest’operazione sia stata suggerita da qualcuno e se nasconda altri interessi, oltre quelli strettamente imprenditoriali. Perchè una cosa è certa ed è quanto Deiana ha detto e ripetuto, facendo eco alle dichiarazioni pubbliche del presidente Enac Vito Riggio: a quella distanza dalle piste dell’aeroporto, nessuno costruirà mai uno stadio. La grancassa aperta attorno al progetto della Karalis Arena non sarebbe altro che un’attività di comunicazione, a meno che Cellino e l’amministrazione di Elmas non siano davvero convinti di poter superare lo scoglio delle norme internazionali che difendono la sicurezza degli aeroporti.

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