Come la Cina!!!

Ho da poco tempo iniziato questa esperienza del blog e sembra proprio che la libertà di espressione e di opinione in Italia non ci sia concessa. Sembra che a qualcuno non piaccia proprio che l’informazione non sia più un’esclusiva di pochi. Infatti sin quando esistevano solo la carta stampata e la televisione era facile controllare l’informazione. Sappiamo bene che chi è ora capo del governo, l’ha capito alla grande quando 30 anni fa iniziava ad acquistare le sue televisioni e alcune case editrici. Ma ora che l’informazione, grazie alle nuove tecnologie, è libera e a disposizione di ciascuno di noi ecco subito la leggina per metterci il bavaglio. Ahhh dimenticavo di dirvi che da oggi il mio nuovo indirizzo è: Cagliari – Carcere Buoncammino!
Ecco cosa sta circolando su facebook. Leggiamolo con attenzione, è da regime!
“Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60. Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta. In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito. Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all’ESTERO; basta che il Ministro dell’Interno disponga con proprio decreto l’interruzione dell’attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro. Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’ODIO (!) fra le classi sociali. MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta. In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata. ITALIA: l’unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento. Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare. Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l’Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l’Iran. Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata “Punto Informatico” e il blog di Grillo. Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica la “democrazia” è un concetto VUOTO.”
Documentazione diffusa da Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani

7 thoughts on “Come la Cina!!!

  1. Caro Corrado, se il mondo fosse popolato tutto da persone che la pensano così, non saremmo mai arrivati a questa DECADENZA. Mi auguro che TU, io e tanti altri continuino TENACEMENTE a diffondere questi PENSIERI….. occorrerà molto molto tempo perchè qualcosa cambi ma, iniziamo con qualche goccia e vedrai che nasceranno MARI e piano piano anche qualche OCEANO!!! GRAZIE!!!

  2. Premesso che non sono uno al quale piaccia la censura in qualunque sua forma, il contenuto di questa legge non mi pare faccia nulla ai blogger “onesti”.
    In pratica se tu dici nel tuo blog “domani tutti con le mazze a distruggere il Colosseo”, credo che sia più che giusto punirti (come già avviene se ti scoprono mentre lo scrivi su un muro o se fai volantinaggio). Nota che si parla di “istigazione” e non di “critica”. Nessuno ti può censurare se dici “questa legge fa schifo e la ritengo ingiusta”. Diverso è se dicie “questa legge fa schifo e io invito tutti a calpestarla”. Nel primo caso è critica legittima (non sanzionabile e non sanzionata), nel secondo è istigazione a delinquere ed è giustamente sanzionabile e sanzionata, indipendentemente dal mezzo di trasmissione della critica.
    E’ anche giusto che venga sanzionata la diffamazione a mezzo Internet. Se io dico che p.es. l’azienda X utilizza mano d’opera minorile ma non porto alcuna prova a riguardo, è giusto che venga sanzionato. E’ la stessa cosa che potrebbe avvenire se io, nel mio blog, scrivessi che Corrado Lai è uno stupratore di minorenni. Chi ti potrebbe difendere? Come potresti difenderti? Giusto allora che ci sia una legge, che non è una legge bavaglio, ma una semplice forma di elementare garanzia.
    Riguardo invece alle leggi sul copyright, è giusto che chi produce un testo, una foto o un filmato sia tutelato, nel senso che solo lui può guadagnare dal suo lavoro. Se io fossi un produttore cinematografico e vendessi i miei film alle case distributrici, tv private, etc. mi farebbe incazzare non poco se un sito qualsiasi mettesse in toto o in parte i miei film a disposizione di tutti senza che io possa guadagnarci. Infatti YouTube ha cambiato registro e mi risulta che parte degli introiti pubblicitari vengano automaticamente girati ai titolari del copyright sulla base del numero di video scaricati, cosa che mi pare più che lecita.
    Lascia perdere il fatto che certe cose le puoi trovare solo su YouTube o in rete. Io potrei anche essere uno scrittore “pentito” deciso a ritirare una mia opera dal mercato, e non vedo perchè dovrei essere obbligato a vederla ovunque in rete.
    Prima dunque di “sparare sul pianista”, è forse meglio vedere sia i pro che i contro di una legge e valutarne gli aspetti da tutti i punti di vista.

  3. Ah, dimenticavo. La legge italiana non può in alcun modo bloccare un provider che si trovi in altro stato se non attivando tutta una serie di procedure internazionali che richiedono parecchio tempo e ottime motivazioni.

  4. Ho letto meglio. Si parla di blocco di quel sito da parte dei provider italiani anche se con hosting all’estero. Facile bypassare il problema: basta utilizzare un proxy estero. Dunque per bloccare l’attività del blogger all’estero, bisogna che si muova il ministro dell’interno in persona, che non lo fa certamente per imbavagliare il microblogging. 😉

  5. Ciao Luca grazie per aver lasciato il tuo commento. Il tuo ragionamento lo trovo sensato e ragionevole. Quello su cui rifletto è che invece certe “riforme” e certe leggi la politica ultimamente le sta facendo per salvaguardare i propri interessi e non per ad esempio proteggere i più deboli. Ad esempio la riforma sulla giustizia è inutile che quel bamboccio di Alfano cerchi di farmela passare come utile per il nostro paese. Quella riforma serve solo per non far andare in carcere silvio Berlusconi. Stop. Ogni altro ragionamento anche sensato è per me poi inutile. Non credo più a questo governo. Quello che propone, qualsiasi legge porti avanti per me lo fa solo per i suoi interessi e basta. Ecco quindi la mia rabbia anche per queste nuove restrizioni sui blog etc! Il tuo intervento comunque una bella riflessione ma forse è un pó idealista.

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