Anche le formiche si … aiutano

  

In questa calda estate, ogni tanto alla mattina appena alzato, mi capita di trovare, nonostante le varie precauzioni prese, delle formichine nel mio lavandino. Niente di preoccupante visto che sono sempre poche (5 o 6) e che vengono a trovarmi solo raramente. Non potendo lasciarle scorrazzare libere mi limito a schiacciarle dolcemente con un pezzo di scottex, dando poi loro degna sepoltura nel cimitero dell’umido. In fondo, ho capito il percorso che compiono, ma visto che a farmi visita sono sempre state in poche, ho deciso di essere con loro “gentile e ospitale”.
Oggi però è successo qualcosa di inaspettato. Vista la levataccia non ho avuto tempo di giocare con loro e ho semplicemente inondato le solite 5-6 formiche di turno, con l’acqua dello stesso lavandino.

Al mio ritorno a casa però mi sono trovato una scena commovente: altre formiche in stile bay watch sono venute in soccorso delle formichine in stato di annegamento e sono riuscite a trarne in salvo due. La scena era incredibile: la formica con la canotta da bagnino, con una forza incredibile teneva sulle braccia la moribonda e la trascinava fuori dalla zona allagamento. Per un istante ho avuto la tentazione di prendermi il bonus di 100 punti e con un solo touch schiacciarne due per volta … ma… ma … NON ME LA SONO SENTITA!! Ho lasciato che il soccorso, ormai a compimento, avvenisse secondo le procedure di pronto soccorso delle formiche. NON POTEVO ROVINARE UN CAPOLAVORO DI CIVILTÀ!!
Inutile dire che domani sarà un altro giorno ma le semplici formiche mi hanno dato una grande LEZIONE DI VITA e in fondo mi hanno ricordato che l’istinto alla vita, la solidarietà, la cooperazione tra simili, sono dei valori che appartengono a qualsiasi essere vivente, qualsiasi sia la dimensione del suo cervello. Anzi, forse a volte è inversamente proporzionale! 
GAME OVER!! 


 

#labuonascuola??

 

 Uno dei motivi per i quali ho deciso che il mestiere dell’insegnante era una bellissima cosa è stato quello della libertà di insegnamento e dell’autonomia della proposta didattica. Al contrario della libera professione da ingegnere, che ho intrapreso appena laureato, ho notato che non contava ammanigliarsi con politici o vari potenti del settore. Nella scuola ciò non è mai stato necessario. Ebbene, ora con la riforma della “buonascuola” di Renzi, se passerà il ddl, ciò non sarà più vero! I docenti perderanno la loro autonomia e soprattutto saranno selezionati dai dirigenti scolastici secondo degli albi provinciali. Insomma il clientelismo entrerà anche nella scuola e allora conterà più avere una tessera di partito che una lezione ben preparata a casa!


Un piccolo esempio di cosa produrrà il Ddl scuola

Spett.le preside dell’istituto “XXYY”, sono il padre di Giacomini, della 3^F. Le volevo comunicare che quest’anno gli affari mi sono andati più che bene, tant’è che dovrò versare un bel po’ di soldini in tasse. 
Per questo motivo il 5×1000 che deciderò di destinare al Suo istituto sarà “molto” sostanzioso. 
Sono certo che con la sua oculata gestione saprà sfruttare al meglio queste somme per migliorare la Sua scuola e mantenerla una spanna sopra le altre, sia per dotazione tecnologica sia per qualità dei docenti.
A questo proposito le volevo segnalare il nominativo di un’insegnante molto brava che conosco personalmente e che sono certo sarà ben lieta di avere presto nel suo organico. E sempre restando in termini di offerta formativa le volevo segnalare un increscioso episodio che si è verificato nella classe di mio figlio, dove l’insegnante di matematica ha fatto una pessima valutazione del ragazzo durante l’ultima interrogazione. 
Non voglio dare giudizi sulle capacità di mio figlio perché potrebbero sembrare di parte, ma l’istitutrice privata da cui si reca per studiare il pomeriggio mi dice che ha una naturale predisposizione per la materia, ma che purtroppo lei stessa è costretta a colmare le lacune del metodo di insegnamento adottato in classe. 
Temo inoltre che ci sia un certo astio da parte dell’insegnante che la rende poco obiettiva nelle valutazioni. Il ragazzo soffre molto per questo e mi ha chiesto di cambiare scuola. Sono certo che saprà trovare una soluzione che soddisfi entrambi.


The stupid black bloc 

Ecco secondo me 6 ragioni della stupidità dei black bloc nei disordini di Milano 

1-qualsiasi siano le motivazioni la violenza fine a se stessa non serve mai a nulla

2-rovinare vetrine e macchine di chi non c’entra nulla è da deficienti

3-la loro azione barbara ha mediaticamente messo in secondo piano le vere ragioni pacifiche dei manifestanti no-expo

4-le scandalose sponsorizzazioni delle multinazionali McDonald’s e Coca Cola ora appaiono delle azioni umanitarie

4-gli organizzatori dell’Expo che sul tema del cibo non hanno favorito i piccoli agricoltori ma le grosse aziende ora sembrano dei santi

5-le ditte italiane in odore di mafia che hanno costruito la struttura vengono ora riconosciute come modelli esemplari di efficienza 

6-Renzi che aveva nascosto il marcio dietro Expo con slogan e sorrisi ora appare vincitore due volte. Le tv mettono a confronto le sue parole con le immagini delle violenze. Della serie “mi piace vincere facile”

CONCLUSIONE: Cari black bloc (nel caso la vostra azione sia autonoma) ma perchè non vi togliete quelle tute e andate a farvi un bagno al mare???

  

Vota il tuo sistema Operativo

Inganno 2.0

renzusconi

Faccio un appello ai tanti giovani: ribellatevi, ribellatevi, ribellatevi. Non fatevi ingannare anche voi. Non buttiamo via altri 20 anni. Non basta la faccia giovane del boy scout Renzi per convincerci che tutto il marcio non esiste più. Renzi è solo una foglia di fico che il sistema sta utilizzando per nascondere tutto un mondo intricato di politica e malaffare. La mia generazione è cresciuta pensando che dopo tangentopoli (anni 90) questo sistema sarebbe riuscito a spazzare via questi politici. Abbiamo trascorso vent’anni pensando che saremo diventati tutti ricchi come Berlusconi o pensando che la sinistra gli facesse opposizione. Niente di più falso. Ci hanno ingannato! Ora on fatevi ingannare anche voi!!! Voltate le spalle a questo sistema!!! Vi (ci) stanno
portando verso il precipizio!

Le nuove tecnologie che cambieranno le nostre abitudini

smart-tvLa storia recente ha dimostrato che la Rete e le evoluzioni delle tecnologie hanno prodotto cambiamenti irreversibili in diversi ambiti. Basti pensare alla fruizione della musica e ai nuovi libri digitali.  Un cambiamento che solo pochi anni fa era considerato utopistico da molti.
E’ semplice allora prevedere che la televisione sarà uno dei prossimi ambiti ad essere rivoluzionato. Le Smart Tv infatti sono già una realtà che cambieranno il modo in cui accediamo all’informazione, all’intrattenimento e naturalmente la pubblicità tramite le Tv. La Philips per l’anno in corso presenta un TV basato con Android. Ciò significa che l’utente sarà in grado di accedere a Google Play e alle varie app presenti nel popolare store e di fruire di video in streaming.

 Questi sono cambiamenti che stanno avvendo ora. Ma cosa succederà in futuro?

Dalla fine di quest’anno inizieranno ad apparire nuove generazioni di device. Allo scorso CES di Las Vegas Samsung ha presentato le Smart Windows, dei pannelli touchscreen che simili a vetri per finestre, ma che consentono di visualizzare immagini, fotografie, ascoltare musica, navigare su Internet, vedere la Tv, inviare email e fare quasi tutto ciò che si può fare con un normale PC.

Recentemente Atmel ha invece presentato XSense, una nuova tecnologia che permette di creare touchscreen flessibili usando uno strato di pellicole per i vari elementi dello schermo.
Questi sistemi hanno caratteristiche innovative che saranno alla base di nuovi prodotti (naturalmente non solo smartphone e tablet). Consentono di ottenere la flessibilità per le superfici curve, hanno bordi e spessore molto sottili anche per grandi aree dello schermo, un basso consumo di energia ed il supporto touchscreen per prodotti di forma e caratteristiche differenti.

Anche Google sta seguendo da protagonista queste evoluzioni. Infatti ha presentato la prima versione del Project Glass realizzato dai Google X Lab. Si tratta di occhiali con display in grado di mostrare realtà aumentata e di consentire all’utente di interagire attraverso comandi vocali e movimenti.

Una cosa è certa. La storia si ripeterà. E la Rete, grazie all’introduzione di nuove tecnologie, porterà cambiamenti sostanziali nella vita e nelle abitudini quotidiane. Cambiamenti che ora ci possono sembrare impensabili.

The social network

220px-Social_network_film_posterNon avevo ancora visto il film “The Social Network”. Mi è piaciuto tanto! Soprattutto mi ha colpito come un “semplice” ragazzo, da una “semplice” idea sia diventato miliardario senza mai però aver avuto questa tentazione.  Sto parlando di Mark Zuckerberg, inventore di FACEBOOK

Ecco una delle sue frasi:
“La gente vuole andare su internet e curiosare sugli amici. E allora facciamo un sito che dia a tutti quello che vogliono: foto, profili, magari cerchi qualcuno che hai conosciuto a una festa. Io parlo di prendere l’intera esperienza sociale del college e metterla in rete.”

Recensione presa da My Movies

Mark Zuckerberg, il ragazzo che sarebbe diventato il più giovane miliardario della storia creando il social network più usato al mondo, nel 2004 era uno studente di Harvard brillante ma con poche doti sociali. Lasciato dalla ragazza, schifato dai club più elitari e con un complesso d’inferiorità malcelato nei riguardi degli atleti, crea in una notte un software che preleva tutte le foto delle studentesse messe online dalle università e le mette a disposizione di tutti in rete, lo scopo è votare le più belle. L’applicazione fa il giro dei computer di tutta l’area e Zuckerberg viene multato per aver violato i sistemi di sicurezza. A quel punto però il suo nome è sulla bocca di tutti per l’impresa compiuta e due atleti appartenenti al club più importante del college lo contattano per chiedergli di realizzare la loro idea. Non solo Zuckerberg non lo farà ma prenderà i loro spunti per migliorarli e allargarli dando vita all’odierno Facebook.
Da quel momento la battaglia legale per vedere riconosciuta la paternità di quella che dopo soli pochi mesi era già evidentemente una macchina da soldi non ha tregua.
David Fincher è da sempre innamorato dei percorsi narrativi che consentono la ricostruzione di qualcosa (siano una serie di omicidi, sia la struttura di un libro, sia un fatto di cronaca) e per la storia della nascita di Facebook idea un racconto intrecciato tra dibattimenti, patteggiamenti e fatti reali mostrati in flashback, tutto centrato sull’inespressività di Jesse Eisenberg. L’attore newyorchese riesce infatti nell’impresa di comunicare la non comunicatività del suo Zuckerberg, in una lotta legale che è anche sopraffazione di una classe su un’altra. Una perversa e malvagia rivincita del nerd nei confronti di quelli che percepisce come nemici (l’ex migliore amico più integrato di lui, i canottieri che tanto piacciono alla ragazza che lo ha mollato).
L’idea più chiara di David Fincher è che Mark Zuckerberg, l’uomo che ha dato alla parola “amico” un altro significato, più allargato e lieve, alla fine della sua ascesa economica e sociale è solo. Chi ha ideato il network della socialità per eccellenza è una persona socialmente inabile, anche per i bassi standard dei nerd accademici, e una delle spinte più forti nella sua corsa non è stato tanto il desiderio di arrivare, quanto la frustrazione sociale.
È la nuova imprenditoria, fondata sul modo in cui la tecnologia entra o può entrare nella vita delle persone per mutarne le abitudini e su una volontà di successo a modo proprio, con i party in ufficio, le selezioni del personale fatte in base a chi meglio resiste all’alcol e i biglietti da visita con gli insulti.
The Social Network è il primo film a riportare senza clamore o sottolineature arroganti un dato di fatto della modernità, ovvero che la vita in rete (ciò che si fa, si legge e che accade online) per una certa fetta dell’umanità ha la medesima importanza della vita reale. Senza voler criticare quel mondo, Fincher guarda con moltissima empatia il suo protagonista, non gli risparmia stoccate ma sembra concedergli il massimo della benevolenza e della comprensione, anche nei momenti più duri.

Il sogno della democrazia liquida

hcb4oLiquidFeedback e i suoi simili (LQFB) sono dei software liberi studiati per raccogliere e promuovere la formazione di opinioni condivise all’interno di una comunità, secondo i principi della democrazia liquida; quest’ultima integra sia i concetti di democrazia rappresentativa che quelli di democrazia diretta.

Il software si ripropone di creare una rappresentazione accurata delle opinioni espresse dai membri della comunità, senza che sia alterata da gerarchie sociali e dalle disparità di conoscenze nei partecipanti. Ogni individuo è incoraggiato a promuovere le sue iniziative, nei limiti imposti dai regolamenti votati.

LiquidFeedback è inoltre volto a superare le limitazioni dei tradizionali forum internet, in particolare quelle concernenti la raccolta delle opinioni di gruppi di persone, anche di notevoli dimensioni (come partiti, associazioni, club o gruppi vari), in modo sicuro e ordinato. Liquid Feedback è un progetto open source che permette alle associazioni di offrire ai suoi membri uno spazio libero per prendere parte ai processi decisionali. L’idea è quella di approvare (o indirizzare) le singole decisioni attraverso un dibattito Web. Il processo è distinto in due fasi: discussione e votazione. Se la prima ricorda da vicino il funzionamento di un qualsiasi forum Internet, la parte più interessante è quella che riguarda la fase decisionale. La votazione avviene infatti secondo il cosiddetto “metodo Schulze”, che prevede la possibilità di esprimere la propria opinione su un quesito in maniera articolata, creando una gerarchia di preferenze delle varie soluzioni. Il metodo è spiegato in maniera piuttosto intuitiva in un video pubblicato su YouTube dagli stessi sviluppatori di Liquid Feedback. Semplificando, ogni mozione riceve un punteggio di preferenza da parte di ogni partecipante e quella che ottiene il punteggio migliore viene approvata. (da Wikipedia)

In Italia un esempio concreto di chi sta iniziando ad utilizzare la democrazia diretta è il MoVimento 5 stelle. Ne ha dato già dimostrazione per le elezioni politiche dove i candidati sono stati scelti on line. In occasione dell’elezione del Presidente della Repubblica dove emerse la candidatura di Rodotà e con il referendum sull’immigrazione clandestina. Ora sembra finalmente arrivata anche la piattaforma in Rete. Come funziona?  Un sistema che potrebbe essere utilizzato non solo per la scelta dei candidati alle prossime elezioni o per la definizione del programma, ma anche nei casi di democrazia interna più spinosi, come quello della “scomunica” a Mastrangeli e Gambaro

Delegati virtuali – L’adozione di Liquid Feedback rappresenterebbe quindi la messa in pratica di quella democrazia diretta e partecipativa che il M5S sostiene fin dalla sua nascita. Pronti dunque per una partecipazione “orizzontale” e per la scomparsa del concetto di delega? Non proprio. Anzi: la delega, sia nella discussione che nella votazione, sarebbe parte integrante e fondamentale del sistema della liquid democracy. Secondo gli autori del software, infatti, non tutti i partecipanti possono avere il tempo e le competenze necessarie per dire la loro su un argomento. Per ovviare al problema, Liquid Feedback permette di delegare (come si fa per le riunioni di condominio) il proprio voto a un altro partecipante. La delega è valida solo per ogni singolo argomento e può essere revocata in qualsiasi momento.

L’esordio della pattuglia del M5S in parlamento può considerarsi una partenza falsa sotto questo punto di vista, perchè quel che sta accadendo in questi giorni è figlio di una incompletezza strutturale del movimento. Faccio un esempio concreto. La deputata sarda Pinna che con le sue esternazioni ha messo in difficoltà la base che l’ha votata, in futuro, con la presenza della piattaforma avrebbe dovuto consultare e agire secondo quanto proposto e deciso in un apposita discussione sulla piattaforma web e non di sua iniziativa personale. Insomma chi siede in Parlamento è un’interfaccia con il cittadino e non un rappresentante che non deve più interagire con chi l’ha votato una volta arrivato a Roma. Ma di certo non può esistere democrazia diretta con conseguente riduzione del ruolo del parlamentare a mero esecutore della volontà della base, finché non sarà entrata in funzione questa benedetta piattaforma on line. Il Liquid Feedback è dunque vitale per la realizzazione dei pieni obiettivi di democrazia diretta. Sembrerebbe che manchi davvero poco.

Matrix dipendenti!

Sarà azzardato ma mi piace trovare un’analogia tra quello che sta avvenendo nella nostra società con queste bellissime riflessioni ch provengono dal mio film preferito: MATRIX

IMG_5489“Matrix è un sistema. E quel sistema è nostro nemico. Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi? Uomini d’affari, insegnanti, avvocati, falegnami… le proiezioni mentali della gente che vogliamo salvare. Ma finché non le avremo salvate, queste persone faranno parte di quel sistema, e questo le rende nostre nemiche. Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo

Riporto un’interessantissima riflessione tratta dal Blog il Navigatore curioso

Credi che tutto ciò che pensi o in cui credi sia frutto di una tua libera riflessione? I tuoi atteggiamenti, le tue opinioni, convinzioni e abitudini sono espressione della tua interiorità o sono continuamente plasmate da qualcun altro? Potrebbe essere possibile che tu e tutto ciò che è intorno a te sia una realtà modellata ad arte da qualcuno dietro le quinte?

Purtroppo, la verità è che quasi tutti noi siamo immersi in un colossale sistema mediatico nel quale radio, televisione e stampa plasmano continuamente e subdolamente le opinioni e le credenze delle persone, dicendole cosa e come pensare.

Se si vuole continuare a stare nella beata ignoranza, allora conviene smettere di leggere questo articolo e andare subito a piazzarsi davanti alla televisione; ma se si vuole prendere la “pillola rossa”, allora continuate a leggere, perchè più a fondo si va nella tana del bianconiglio, più si scoprono fatti strani e curiosi.

 Solo in Italia, secondo uno studio promosso da Sipra, Rai e Starcom Mediavest Group, un cittadino medio passa circa 4 ore e mezza al giorno davanti alla TV, rubando spazio alla socialità e al confronto con le altre persone. Il 45% degli italiani è “monomediatico”, si affida cioè ad un solo mezzo d’informazione; di questi, la quasi totalità, il 93%, sceglie la Tv.

La radio è al secondo posto tra i medium preferiti. Al terzo posto si trova Internet, per i giovani dai 15 ai 24 anni e gli adulti dai 25 ai 44, mentre tra i 45enni e oltre è preferita la lettura dei quotidiani, scelti peraltro più dagli uomini, mentre le donne prediligono i periodici.

Molti di noi sono così assuefatti a questo continuo bombardamento informativo che se venissero “sconnessi” dal sistema, comincerebbero ad avere crisi di astinenza, avvertendo una sorta di malessere fisico se nelle nostre case dovesse all’improvviso regnare il silenzio.

Il dato più sconcertante è che il 90% delle informazioni pompate nelle nostre teste è prodotta da un’oligarchia di operatori:

1) RCS MediaGroup: gruppo con una forte proiezione internazionale che in Italia edita, tra gli altri, il Corriere della Sera, la Gazzetta dello Sport, City (quotidiano gratuito), Novella 2000, Max, El Mundo, e tanti altri… Interessante notare che tra gli azionisti risulta anche la Rothschild Bank AG Zurigo con un pacchetto azionario del 7,65%.

2) Gruppo Editoriale L’espresso: diverse attività, come carta stampata, televisione e radio. Queste alcune delle edizioni: la Repubblica, L’Espresso, Le Scienze, MicroMega, Radio Capital, Radio DJ, Deejay TV, ecc…

3) Silvio Berlusconi: grande concentrazione mediatica, tra televisioni, carta stampata, editoria: Mediaset, Mondadori, Einaudi, Medusa Film, Il Giornale, Panorama, TV Sorrisi e Canzoni, ecc…

4) Caltagirone Editore: l’azionista di maggioranza è Francesco Gaetano Caltagirone. Tra le pubblicazioni: Il Mattino, Il Messaggero, Leggo, Il Corriere Adriatico, Telefriuli, ecc…

5) Rai TV: la TV di Stato italiana con i suoi molteplici canali a disposizione della lottizzazione politica di turno…

Comunque, la situazione Italiana è specchio di quella mondiale, dove c’è la stessa concentrazione nelle mani di pochi operatori. Al ché, sorge una domanda: le migliaia di ore di “notizie e intrattenimento” che queste aziende ogni anno sparano nell’etere e poi nelle nostre teste ogni anno, che effetto stanno avendo su tutti noi? E’ possibile che questi ticoon mediatici abbiano più effetto su di noi di quanto riteniamo possibile?

La potenza dei Media

televisione-emozione.jpgLa vera forza dei mezzi di comunicazione sta nella loro presunta autorevolezza: chi mai si permetterebbe di mettere in dubbio l’autenticità di una notizia data da un telegiornale o da un quotidiano? Il sistema dell’informazione, grazie al tacito consento della popolazione, definisce letteralmente ciò che per noi è importante e ciò che non lo è.

Se i media non parlano di qualcosa, allora semplicemente si tratta di qualcosa che non è importante. Quante volte avete sentito una frase del tipo: “Se questo che dici fosse vero, ne avremmo sentito parlare in televisione”? La cosa stupefacente è che la gente non vuole neanche sentir parlare di cose non dette dalla TV.

L’enorme potenza della TV si manifesta anche nei discorsi quotidiani delle persone, le quali, nella maggior parte delle loro conversazioni, non fanno altro che commentare ciò che hanno visto nei notiziari o nelle trasmissioni di intrattenimento. Ci troviamo in un’epoca nella quale le interazioni limitate tra le persone sono definite dalla connessione al sistema mediatico.

La gente, piuttosto che occuparsi della loro vita reale, preferiscono dedicarsi a ragionamenti su ciò che vomita la televisione nei loro salotti, cioè una vita tutt’altro che reale e che non le appartiene. Perchè mai uno dovrebbe preoccuparsi della gravidanza di tale attrice, quando poi non conosce nemmeno il nome della sua vicina di casa?

C’è qualche speranza?

Fintanto che i grandi gruppi editoriali dominano e controllano le conversazioni delle persone, c’è qualche speranza di un risveglio di massa tra il popolo mondiale? Purtroppo il mondo giovanile sembra quello più esposto al bombardamento mediatico, essendo costantemente connesso alla “matrice mediatica” che stanno costruendo intorno a noi.

Secondo un rapporto pubblicato dal Los Angeles Times, i giovani occidentali trascorrono in media 53 ore alla settimana a guardare la TV, usare i Social Network e giocare ai Veideogames. Qual è  il risultato ad un’esposizione così prolungata ad una propaganda continua di antivalori?

Gli adulti di oggi, quando erano ragazzini giocavano tra loro incontrandosi all’area aperta. I giovani contemporanei, invece, passano la maggior parte del loro tempo libero stando seduti davanti al monitor di un computer, fissando passivamente uno schermo. E’ segno di una società sana?

Ai sociologi e agli antropologi piace affermare che l’uomo è una creatura sociale, che siamo stati concepiti per amare ed essere amati. Ma nell’epoca attuale, la gente sembra “amare” più le loro squadre di calcio preferite, o i loro programmi televisivi, sacrificando molto tempo prezioso che potrebbe essere utilizzato per avere rapporti “reali” con altre persone.

Una condizione sociale pilotata?

Nel frattempo, l’elite globale che detiene il controllo dei mezzi di informazione, favorisce e sfrutta la nuova condizione della società digitale, distraendo la popolazione e controllando il flusso dell’opinione pubblica. Il più delle volte, i media si concentrano sul gossip che riguarda l’ultima celebrità comparsa sulla scena, o i duelli “interpretati” dai politici dei due schieramenti, ignorando, puntualmente, le cosa importanti che intanto succedono nel mondo.

Un esempio su tutti è il totale blackout sulle notizie che riguardano le riunioni annuali del gruppo Bilderberg. Pare che numerosi direttori di giornali e telegiornali vi partecipino senza che nessuno ne venga a conoscenza. Oppure, il silenzio colpevole sul meccanismo del debito pubblico che stringe un cappio alla gola degli stati sovrani nazionali.

Se qualcuno si permette di sollevare la questione su uno di questi temi, semplicemente gli verrà risposto di essere un “cospirazionista” e che queste cose non esistono. Negare, negare perfino l’evidenza: questa è la strategia adottata.

Dimmi come ti informi e ti dirò chi sei!

E’ attualissimo in questi giorni il tema dell’informazione. Un tema scottante visto il grande conflitto di interessi che da troppo tempo attanaglia la nazione Italia. Da una parte radio, tv e giornali, dall’altra la rete internet. E’ innegabile come i primi 3 siano degli strumenti che hanno un tipo di trasmissione 1-molti (termine usato nelle telecomunicazioni: 1 trasmette, molti ricevono). Un proprietario di una radio, di una tv o di un giornale può permettersi di raggiungere “molti” e influenzarli con la sua informazione. Si, è vero che ci sono molte trasmissioni del tipo 1-molti, ma sempre pochissimi per pensare di avere un’informazione totale. Se poi aggiungiamo che i proprietari dei suddetti media, ricevono finanziamenti pubblici e sono in gran parte in mano a dei partiti politici, il gioco è presto fatto. L’informazione viene così manipolata a proprio vantaggio. Le reti Mediaset fanno scuola in questo campo. Quando si parla e si discute con le persone di fatti o avvenimenti di vario tipo a volte ti sente dire: “l’ho sentito in tv”, “l’ho letto nel giornale”. E’ sufficiente questo per affermare che quella informazione sia la verità? Penso proprio di no!

Quale alternativa? La rete internet è nata proprio per lo scambio di informazioni e per la loro totale condivisione e diffusione. Nasce la vera democrazia dell’informazione, ora diventa del tipo molti-molti (molti trasmettono, molti ricevono). Tutti possiamo essere nello stesso tempo dei diffusori di informazione o dei recettori La pluralità dell’informazione, con la legge dei grandi numeri, non può che portare alla verità! Questa è la forza della rete internet nel campo dell’informazione: molteplicità di fonti, libertà e assenza di padroni.

Ebbene, proprio l’altra notte, mentre seguivo in camera da letto una trasmissione ho improvvisamente sentito una forte boato (strano scherzo del destino si parlava proprio delle bombe della mafia ai giudici Falcone e Borsellino) proveniente dal mio televisore con tecnologia all’avanguardia del 50 (tubo a raggi catodici). Un odore di bruciato ha invaso la mia camera da letto e del fumo nero usciva da quella scatola. Dopo essermi ripreso e aver capito che non era un nuovo attentato, presi i necessari provvedimenti di sicurezza, in me non c’è stata alcuna disperazione nell’aver realizzato che la TV era MORTA! Ero felice. Ora avrò la scusa di non averla più in camera da letto con me! E’ nata in me una considerazione forte: possego un PC collegato alla tv del salone, un portatile, un tablet e uno smartphone. Mi sono chiesto: “ho bisogno ancora della tv???” Non ho avuto dubbi ed una sensazione di liberazione ha invaso il mio corpo . Ho con me così tante amanti che ho deciso definitivamente di divorziare da questa compagna chiassosa e invadente!

Google News, Facebook, Twitter, YouTube, Sky Go, Canali in streaming, Radio in Streaming, Giornali on-line, Blog, Siti web …. che me ne faccio di una TV con Barbara D’Urso che mi parla di gossip politico o con Bruno Vespa che decide lui quello che devo sapere?? Ormai io non ho più bisogno di loro!!! Sino a qualche anno fa erano forse indispensabili, ma oramai sono certo che potrò fare decisamente a meno di loro e di certo non si potrà dire che non resterò informato. Anzi!

Basta ad esempio avere un tablet o uno smartphone, un account YouTube ed iscriversi ai propri canali preferiti ed il gioco è fatto! Ogni volta che io vorrò sarò io ad andare alla ricerca di informazioni. Da quando 2 anni fa ho avuto il mio primo smartphone con la connessione dati lo facevo già. Ora per me il 23 Maggio 2013 diventerà la personale giornata della liberazione dalla mia Tv!

Ci vorrà tempo, ma sono certo che queste abitudini piano piano prenderanno spazio alla Tv che ha rovinato l’informazione, una tv in mano a pochi e addirittura leader di partiti politici. Sono certo che, così come c’era scetticismo quando nessuno ancora credeva che con internet ci si poteva organizzare un viaggio o fare un bonifico dal proprio conto corrente, così fra 10 anni ci sarà la rivoluzione dell’informazione su internet. Più ampia, molteplice, libera e per questo più veritiera. La società e la nostra vita migliorerà, sperando che anche là non arrivino i padroni!